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Moustique e Saint Vincent

Fine Gennaio, spiaggia di Saline Bay. I nostri amici di Marlin sono andati via, noi ne approfittiamo per qualche giorno di calma. Le bimbe devono fare i compiti, noi organizziamo i prossimi spostamenti. 

Facciamo una passeggiata verso Salt Wistle Bay, ma rimaniamo delusi perché é affollatissima. E’ un must per tutti i charter che vengono da queste parti, e quindi ci godiamo il ricordo di quando l’abbiamo visitata noi, sicuramente più piacevole.

La chiesa di Mayreau
Le Tobago Cays

In alto però c’è una piccola chiesetta, e da lì si gode di un bellissimo panorama su tutte le Tobago cays. 

Dopo qualche giorno finalmente il vento scende ed il Capitano decide che il momento per partire è arrivato. Ci dirigiamo verso Moustique, l’isola più esclusiva delle Grenadine,  meta di attori e dei reali d’Inghilterra. Mi aspetto un’isola come Petit Saint Vincent, inaccessibile ai diportisti. Invece ci ritroviamo in un piccolo paradiso, in cui i megamilionari si godono le luci spente ed il sipario calato andando in giro con maglietta ed infradito e confondendosi con il turista anonimo. Le ville che si intravedono sono incredibili, l’isola è molto curata, con l’erba tagliata, le strade ordinate. Nulla è fuori posto, ogni tanto sulla spiaggia ci sono dei tavoli da picnic, semplici ma ben tenuti, e per usarli occorre prenotarli in anticipo. I proprietari dell’isola cercano anche di proteggere l’habitat originario e pertanto le spiagge mantengono un aspetto selvaggio ed autentico. 

Nel bar più famoso dei Caraibi, il Basil Bar,  la sera è facilissimo incontrare Mick Jagger o un altra celebrità mentre, ancora sporco di sabbia e sale, sorseggia il suo cocktail ed ascolta la musica dal vivo dalla terrazza che si affaccia sul mare e sul cielo stellato. 

Passeggiamo tranquillamente nell’isola alla scoperta delle sue spiagge e delle sue lagune, del maneggio di cavalli e delle ville milionarie per tre giorni. Il quarto giorno ripartiamo,  con il ricordo di questo piccolo angolo di paradiso impresso nell’anima. La bellezza della natura è a portata di tutti.

In poche ore di navigazione arriviamo in serata a  Bequia, per la quarta e ultima volta. Dopo una passeggiata nel villaggio per acquistare frutta al mercato locale e un modellino artigianale di barca baleniera in legno come ricordo delle Grenadine, passiamo la serata mangiando una pizza gigante in un ristorante sul piacevole lungomare. Questo è un posto autentico, in cui si respira un’atmosfera da domenica pomeriggio di fine estate, con le persone sorridenti ed i colori vivaci.

Dopo aver salutato Bequia con un pizzico di amarezza ma con la certezza di ritornarci un giorno, andiamo alla volta di Saint Vincent, e ci fermiamo alla boa nella baia Blue Lagoon. La marina ha un ingresso molto difficoltoso in quanto è situata all’interno di una barriera corallina. Ci sono due ingressi, ma sono segnalati molto male e bisogna stare molto attenti e controllare a vista il colore dell’acqua. 

Qui affittiamo una macchina e partiamo per un escursione al vulcano attivo di La Soufrière. Durante la scalata di due ore la vegetazione cambia notevolmente, passando dalla foresta tropicale ad alcuni strani cespugli e piante a spirale che Sara soprannomina “le piante dei cartoni animati”. Arrivati in cima, una nuvola ci copre completamente e riusciamo a vedere a malapena il cratere con le sue pareti verdi ed il lago. Le bimbe ci pregano di ritornare in quanto piove e c’è vento. Sono comunque fiera delle ragazze e la scalata è stata bellissima. Il fatto di essere riusciti ad arrivare fino alla cima è stato il nostro premio più grande (qui il video).

Il giorno dopo veleggiamo vicino alla costa per godere delle bellezze di quest’isola verdissima. Passiamo velocemente nella la baia di Wallilabou, dove sono state girate alcune scene dei Pirati dei Caraibi. Ciò che sorprende di quest’isola è l’incredibile vegetazione che si tuffa a strapiombo nel mare. Passiamo anche davanti ad una baia con della spiaggia bianca. Dato che Saint Vincent è un’isola vulcanica, mi incuriosisco e scopro che qui un imprenditore ha costruito un enorme villaggio turistico, con sabbia bianchissima importata dalla Guyana per soddisfare le aspettative dei turisti ospiti. In pochi anni il progetto è fallito, ed ora la struttura, aperta nel 2012, è completamente abbandonata e la sabbia nera sta lentamente riprendendo possesso della spiaggia. Ciò che mi colpisce di questa storia è la miope volontà di trasformare quest’isola in una copia delle sue sorelle più piccole, con sabbie bianchissime, hotel e mare cristallino, trascurando totalmente il carattere autentico di questo luogo e la sua natura selvaggia. Saint Vincent è un’isola per i pochi che apprezzano i suoi sentieri nella foresta pluviale,  le palme che lambiscono la sabbia nera, ed un tempo immutato.  Sono sicura che tra 10, 20 anni, nonostante gli sforzi di qualche imprenditore ostinato, la potrei ritrovare immodificata.

Mentre veleggiamo tra Saint Vincent e St Lucia vediamo un enorme branco di delfini che si dirigeva verso di noi. Non ho mai visto tanti delfini nuotare insieme in vita mia, è un’esperienza incredibile e molto emozionante. Il mare brulica di delfini che saltano e nuotano. Noi non siamo ovviamente la loro meta, quindi ci superano velocemente e proseguono veloci senza cambiare direzione. E questo è il bello del mare, quando meno te lo aspetti ti regala emozioni fortissime!

I delfini a St. Lucia

Dopo una notte in rada a St. Lucia arriviamo a Le Marin in Martinica, dove passiamo due notti in porto dopo 2 mesi di rade!

Devo dire che la vita cittadina, anche se agganciati ad un molo, ha i suoi aspetti piacevoli, come la passeggiata mattutina per acquistare i cornetti, la visita in libreria per i fumetti di Sofia e Sara e la Pierrade al ristorante del porto per due sere consecutive per imperativo ordine di Sara! Nei due giorni a Le Marin puliamo la barca, facciamo compere e prendiamo accordi con il broker della marina per la vendita della nostra Lallona!

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2 thoughts on “Moustique e Saint Vincent

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