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Da Las Palmas a Mindelo

Siamo in navigazione, mancano circa 200 miglia per MIndelo e ne approfitto per raccontare le ultime settimane a Las Palmas.

Una volta partito l’equipaggio, abbiamo fatto il check in della ARC ed è iniziata la giostra di cocktail, cene e corsi. La gente è alla mano e disponibile, facciamo amicizia facilmente. Ci sono molti nordeuropei, inglesi, tedeschi, norvegesi e finlandesi. C’è anche una barca di italiani, subito ci ritroviamo per salutarci.

Appena arrivati a Las Palmas una amichetta di Sofia, in vacanza a Tenerife,  è venuta a trovarci insieme alla mamma. Non avevo detto nulla a Sofia, ed abbiamo fatto finta di incontrarla per caso per strada.  Io che non riesco mai a fare una sorpresa, sono riuscita a tenere il segreto e non dire nulla. Sofia era emozionatissima ed incredula. Hanno dormito in barca da noi ed il giorno dopo separarsi è stato difficile!

Durante uno degli eventi organizzato per le famiglie che partecipano alla ARC, il family barbecue, incontriamo molte persone che hanno deciso di investire uno o più anni della loro vita per girare il mondo a vela con i bambini, come noi. È molto bello parlare con sconosciuti che condividono con noi gli stessi progetti e piani per i prossimi mesi, che hanno  passato l’ultimo anno a prevedere ed organizzare questa esperienza, proprio come noi. Diversi paesi, situazioni, ma gli stessi percorsi, le stesse decisioni, difficoltà ed incertezze, per arrivare tutti seduti insieme allo stesso tavolo.  Dopo mesi di facce interrogative e perplesse che ascoltano i nostri progetti, finalmente troviamo qualcuno che ci capisce con uno sguardo e ci anticipa, con cui è facile entrare in sintonia.

Durante il family Barbecue scopriamo anche che c’é un pontile dedicato alle famiglie dove i bimbi scorrazzano soli tra una barca a vela e l’altra. Chiediamo subito se possono farci cambiare di pontile e la capitaneria ci assicura che farà il possibile. Nel frattempo le bambine hanno iniziato il corso di vela ed il pomeriggio fanno i compiti con nonna Lynn, che è venuta a trovarci qui a Las Palmas. Sofia e Sara si sforzano di parlare inglese, è l’unico modo che hanno per comunicare con questo gruppo eterogeneo di bambini biondi. Gli bastano poche ore per fare amicizia e comunicare con un inglese stentato. La sera controllano sulla carta dove sta la Norvegia, il paese della loro nuova amica.

Martedì 6 novembre iniziamo i corsi: meteo, gestione delle provviste, pronto soccorso, navigazione a due. Per me e per Giuseppe è molto interessante immergersi in questo mondo di velisti uniti dallo stesso sogno, ascoltare i consigli, ritrovarsi nelle osservazioni e nei dubbi.

Martedì arriva anche finalmente l’equipaggio della traversata: Marco, Luca, Pierpaolo e Claudio. Ci incontriamo al Sailor’s bay, il bar dei naviganti e dei velisti di Las Palmas, proprio sul porto. Nel salutarli mi emoziono,  dopo tanto parlare e programmare,  vederli salire a bordo di Lallona è un po’ la conferma dell’inizio dell’avventura oceanica: si parte veramente!

Nel frattempo ci informano dalla capitaneria che ci hanno trovato un posticino sul pontile Sierra, dedicato alle famiglie. Facciamo il cambio di ormeggio, e con l’occasione facciamo anche il pieno di carburante.

Per stare in sicurezza ed evitare situazioni di penuria carburante come quella sperimentata per arrivare a Las Palmas, abbiamo deciso di partire per la ARC con ben 10 taniche supplementari, e quindi abbiamo a disposizione poco meno di 500 litri di diesel.

Gli ultimi giorni a terra passano tra l’euforia della partenza ed il nervosismo dei preparativi. Io inizio a sognarmi la cambusa, Giuseppe fa la spola tra Rolnautic, il negozio di attrezzature nautiche, e Lallona, Luca passa le giornate in testa d’albero a verificare il rigging e tutta l’attrezzatura, tutti si ritrovano con il naso sotto al pagliolo a controllare, smontare e rimontare la barca, mentre le bimbe giocano sui catamarani dei nuovi amici nordici, ormeggiati sul nostro pontile e Marco passeggia con la sua immancabile e-sigaretta in mano.

La sera prima della partenza Pierpaolo ci trascina al pontile della Capitaneria, dove ci sono tutti i murales dei partecipanti alla scorsa edizione della ARC. Per noi che partecipiamo alla ARC+ non è prevista tale attività, ma decidiamo di farla comunque. Il risultato è bellissimo: il nostro logo PAPESOSA con le firme di tutti noi su una roccia! Ci portiamo dietro anche un’amichetta di Sofia e Sara che fa il suo piccolo murales tutta contenta!

Il giorno dopo e’ domenica 11 novembre, il momento di partire è finalmente arrivato.

Sul pontile si respira l’eccitazione, gli equipaggi che si organizzano, la gente che si saluta, qualcuno che corre a fare gli ultimi acquisti. Alle 12:00 lasciamo gli ormeggi. La barca di alcuni amici finlandesi ci saluta suonando il violino a prua. Ci sono file di persone sugli argini del porto, tutti ci salutano, strombazzano, ci augurano buon vento. Gli italiani che parteciperanno alla ARC, amici di Pierpaolo, ci riconoscono e ci incoraggiano con calore.

Arriviamo vicino alla linea di partenza, ci prepariamo. La situazione è molto tranquilla nonostante il conto alla rovescia via radio del comitato della regata, e le barche si preparano senza troppo nervosismo. I catamarani partono tranquillamente alle 12.45 e noi li seguiamo subito dopo. C’é pochissimo vento, ed anche noi passiamo la linea di partenza dopo qualche minuto. Siamo partiti!

Dopo le prime ore di eccitazione iniziale la situazione si calma. Moltissime barche decidono di andare ad est, verso la costa dell’Africa, per andare a cercare vento, per poi tagliare ad sud-ovest successivamente. Noi decidiamo invece di prendere la linea diretta e puntiamo subito verso Mindelo (rotta 220).

I ragazzi si organizzano per i turni da due di 4 ore, sfalsati di due ore. In serata vediamo una Balenottera. È questione di un attimo, esce e si risommerge, è vicinissima alla barca.

Nei primi giorni perdiamo molte posizioni perchè siamo troppo “conservativi”. Il secondo giorno procede con un po’ di apatia generale, poi Pierpaolo il giorno seguente molto apertamente ondivide con tutti le sue emozioni ed iniziamo una discussione sulle emozioni ed i timori di ciascuno, sulle preoccupazioni di Giuseppe e sul modo migliore di affrontare le diverse situazioni.

Io vengo esonerata dai turni per poter stare con le bimbe durante il giorno ed occuparmi dei pasti.  La cosa però mi dispiace perché non mi sento ufficialmente parte dell’ equipaggio. La sera cerco di intrattenermi un po’ di piú per godermi l’oceano di notte. Il cielo è un tappeto di stelle mentre nel mare si vede un’esplosione di lucine luminose create dal Plancton che viene smosso dalla barca.

Mercoledì prendiamo il nostro primo tonnetto. Per l’occasione cedo la cucina a Luca che ci delizia con la sua famosa tartare. Subito dopo la cattura del tonnetto arriva un branco di delfini che inizia a giocare con la prua della barca. Si scatena la solita eccitazione, molti di noi vanno subito a prua a godersi lo spettacolo. È un branco di una decina di esemplari, con un cucciolo che segue da vicino la sua mamma. Abbiamo appena superato la metà del tragitto ed i tonni ed i delfini ci sembrano la giusta ricompensa per questo traguardo.

 E´difficile trovare il proprio ritmo, i giorni sembrano passare lentamente ma poi ti sembra di non avere tempo per fare nulla. E´un fluire continuo, scandito solo da pochi impegni quotidiani.

Dopo giorni passati senza vedere nulla all’orizzonte il mondo diventa racchiuso in questi pochi metri quadri che navigano nell’immenso nulla dell’Oceano.

 

Mancano pochi giorni al nostro arrivo a Mindelo e già iniziamo a pensare alla prossima partenza. Le miglia da fare durante il secondo tratto sono molte di più ed inevitabilmente avranno su di noi e sulla vita a bordo un impatto più forte.

Aggiornamento: Siamo arrivati a Mindelo, la connessione della Marina fa schifo e non riesco a caricare neanche una foto!
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