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Prime miglia in oceano: poco vento e molto pesce

Siamo partiti il 22 ottobre da Fuengirola per Gibiliterra, verso le 4 di mattina. Tutto il tratto di mare è pieno di detriti, soprattutto tronchi e canne di bambù che ci sbarrano la strada. A un certo punto sentiamo delle vibrazioni provenire dall’asse, un grosso pezzo di legno si e’ incastrato e fatichiamo non poco a liberarci con marcia avanti-indietro. L’arrivo alle colonne d’Ercole è emozionante, soprattutto per il valore simbolico di questo cancello del Mediterraneo, che delimitava il limite al mondo conosciuto. Nello stretto si vedono chiaramente le due acque che si incontrano. Gibilterra in se’ ci sembra anche molto grigia, con brutte costruzioni che si ergono sulla roccia e che scaricano la loro acqua in mare con delle cascate che sembrano anche suggestive se non ci si sofferma troppo a pensare a cosa potrebbero contenere. Gibilterra è una sosta strategica anche per fare carburante, infatti riempiamo il serbatoio e le 5 taniche a nostra disposizione e spendiamo intorno a 0.7€ al litro, circa la meta’ di quanto costerebbe in Spagna e ancora meno rispetto all’ Italia! Ora abbiamo circa 350 litri di carburante a bordo, sicuramente sufficienti per affrontare l’impresa che ci aspetta, vero?

Dopo aver fatto carburante riprendiamo il viaggio verso Tangeri, con una bella veleggiata attraverso lo stretto. Tangoniamo il fiocco e con il vento in poppa facciamo a tratti anche 8 nodi. Arrivati davanti a Tangeri, ma sul lato della Spagna, ci mettiamo al traverso e sempre a vela attraversiamo lo stretto in senso trasversale, prestando molta attenzione al traffico di navi cargo che per fortuna non e’ cosi’ eccessivo. Arrivimo a Tangeri intorno alle 18:00 e veniamo accolti da una grande baia con una grande spiaggia davanti alla città.  La marina è nuovissima e ancora poco frequentata. Incontriamo tuttavia qualche barca a vela che ha deciso come noi di fare sosta qui, prima di avventurarsi nell’oceano. Le pratiche doganali di ingresso risultano lunghine ma gli agenti doganali e la polizia sono molto gentili. Il capitano ha la brillante idea di portare al seguito Sofia come aiutante con il francese, e tutti gli agenti le riservano sorrisi e le fanno domande.

Per cena decidiamo di fare un giro alla Medina, e all’ingresso della città vecchia veniamo intercettati da un giovane locale (soprannominato lo sfregiato in seguito) che ci inizia a portare in giro per le stradine strette e buie, con la promessa di un buon ristorante marocchino che gode di una fantastica terrazza panoramica. Le bimbe sono un po’ tese e anche il resto dell’equipaggio si innervosisce a mano a mano che la camminata per le labirintiche vie della Medina si prolunga. Arriviamo finalmente davanti al millantato ristorante, e qui ci aspetta un pasto a dir poco orribile che però ci regala tante battute e risate! Per lo meno abbiamo potuto godere di una bella terrazza panoramica (direbbe Sofia) con vista sul muro di fronte a 3 metri!

Il giorno dopo, il 23 ottobre ripartiamo verso le 12. Dopo un’attenta analisi della situazione meteo, decidiamo di seguire una rotta a 80 miglia dalla costa marocchina, perché secondo le previsioni è quella con più possibilità di trovare vento successivamente che ci spinga verso sud. Tangoniamo il fiocco e procediamo con velocità’ accettabili intorno ai 6 nodi. Dopo qualche ora Maurizio prende il primo tonnetto, seguito subito da un secondo, poi da un terzo e da un quarto!

La notte passa tranquilla, con Giuseppe, Bruno, Maurizio ed Elvino che si alternano durante la notte a turni di due. Io sono stata esonerata dai turni, per essere fresca durante il giorno per la scuola delle bimbe e per ristorare i miei marinai!  La mattina seguente (il 24 ottobre) Maurizio riprende subito la pesca con altri due tonnetti!

Alle 6 del mattino siamo costretti ad accendere il motore, infatti la velocità’ a vela scende sotto i 3 nodi e dobbiamo assicurarci di arrivare a Las Palmas prima dell’entrata del fronte turbolento con venti da nord, previsto per il 27-28 Ottobre, che si prospetta portare venti di 25-30 nodi e onde di 3 metri. Assolutamente da evitare quindi.

La giornata passa senza vento, con l’equipaggio che inizia a trovare il proprio ritmo, tra studi, giochi, pensieri e letture. Si continua ad andare a motore anche a 2500 giri per far respirare bene il motore. Durante la nottata sento un rumore fortissimo che viene dal pozzetto. Esco di corsa a vedere e c’è un’ eccitazione incredibile: Maurizio ha pescato due lampughe da 5 kg e ne sta pescando una terza! Il pozzetto e’ un mattatoio, con schizzi di sangue che arrivano dovunque.

La mattina seguente (25 ottobre), dopo aver ammirato come ogni mattina l’alba ed il mare che si tinge di rosa-argento, mi metto all’opera con Maurizio per sfilettare il pesce e surgelarlo. Durante la giornata anche Elvino pesca la sua bella Palamita con il bolentino!  Siamo ancora senza vento, e iniziamo a diventare un po’ nervosi perché ci rendiamo conto che continuando così rischiamo di rimanere senza carburante. Vorremmo arrivare a Lanzarote/las Palmas prima della perturbazione prevista per il 27/28 ottobre, e speriamo quindi che il vento ci raggiunga prima o poi. E infatti la sera dopo cena il vento sale, ma un po’ troppo. In 5 minuti passiamo da 10 nodi a 30, con raffiche che arrivano fino a 38. C’è pioggia e schizzi e le onde arrivano in pozzetto.  Riduciamo le vele prendendo due mani e ci prepariamo ad una notte in pozzetto. Ma ben presto usciamo dal groppo e il vento diminuisce velocemente, fin quasi a sparire…

Lallona nel groppo, il video.

il 26 ottobre decidiamo di andare comunque a vela per risparmiare carburante, anche andando piano. Mancano 120 miglia a Lanzarote e preferiamo preferiamo conservare il carburante per non rimanere fermi durante la notte, quando il vento in genere cala ancora. Ma di vento ce n’ é veramente poco. Rifacciamo i conti sul carburante rimasto mille volte, facciamo ipotesi sui litri ancora presenti nel serbatoio, calcoliamo le miglia al primo distributore. Riprendiamo il motore dopo solo 1 h a vela. Durante la notte l’AIS segna un’imbarcazione vicino a noi. È un peschereccio. Decidiamo di provare a chiedere una tanica di carburante, anche se siamo molto scettici. Elvino continua a dire che se incontriamo un peschereccio in mezzo all’atlantico è sicuramente un segno, e vale la pena di tentare. Io e Peppe li chiamiamo alla radio e, con uno spagnolo improbabile, elemosiniamo un po’ di diesel. Ma il peschereccio ci dice di no. Ritorniamo in pozzetto amareggiati, ma dopo cinque minuti sentiamo alla radio “Diesela ok”. Peppe corre alla radio e concordiamo con loro il passaggio del “Diesela”.  Dopo poco dal buio della notte senza luna compare il piccolo peschereccio illuminato. Il peschereccio rolla non poco, con a bordo i pescatori intenti alle loro faccende che ci guardano un po stupiti. Ci affianchiamo piano piano e senza fermarci gli allunghiamo la tanica. Il pescatore dice “Do you like fish?” e Maurizio prontamente risponde “YesYes”. Ci allontaniamo, gli giriamo intorno e appena riceviamo un segno da parte loro ci riavviciniamo. Riprendiamo la tanica (Maurizio che dice “queste so altre 5 ore a motore!”) e una bustona carica di 8 kg di pesce! Gli lasciamo dei soldi ed una bottiglia di vino, poi ci salutiamo tutti calorosamente, con la mezza promessa di ritrovarci in porto il giorno seguente. Possiamo dormire sonni tranquilli, con questi 20 litri in più’ abbiamo carburante a sufficienza per raggiungere Lanzarote, ed il bellissimo ricordo di un incontro con un peschereccio in mezzo alla notte in pieno oceano!

Il video dell’incontro con il peschereccio

Da quel momento il clima a bordo cambia drasticamente, con un grande ottimismo ed un sorriso contagioso che ci porta molte volte a ripensare all’inusuale incontro notturno. Arriviamo a Lanzarote il 27 mattina. Le previsioni danno la perturbazione in leggero ritardo e ci rendiamo conto che riusciremo a raggiungere Las Palmas partendo subito dopo aver fatto carburante. Maurizio e Bruno decidono di rimanere comunque  Lanzarote visto che tutto è stato già prenotato, e quindi continuiamo con Elvino.

Finalmente arriva il vento ed il pomeriggio ci facciamo una bellissima veleggiata tra le isole delle canarie. Arriviamo a Las Palmas intorno alle 2 di notte. L’arrivo nel grande porto commerciale è molto suggestivo, con moltissime navi portacontainer. Alla marina non c’è nessuno, quindi ormeggiamo sul pontile della reception ed andiamo a dormire con un sorriso stampato in faccia per l’obbiettivo pienamente raggiunto.

I primi cinque giorni in oceano sono stati intensi, i delfini ci sono venuti a trovare spesso, portando sempre allegria ed eccitazione. Le bimbe sono state sempre molto serene e siamo anche riusciti a fare molti compiti, anche aiutati da un mare poco agitato. L’ equipaggio ha funzionato benissimo: Maurizio è stato un preziosissimo aiuto, con la sua ottima esperienza velica e con il suo incredibile feeling con i pesci! Elvino ha intrattenuto l’equipaggio, ha partecipato con acume e buon senso alle scelte tattiche e Bruno è stato una ottima spalla in cucina, un amico prezioso per le bimbe ed uno skipper sempre veloce e pronto ad aiutare!

Ora siamo a Las Palmas, accanto a noi ci sono tantissime barche con la bandiera della ARC. Oggi aprono ufficialmente gli uffici del rally e nei prossimi giorni iniziano le prime attività.

 

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