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Attese e cambiamenti

In barca non siamo sempre noi a decidere i tempi, in quanto dipendiamo prevalentemente dal meteo. Quindi se c’e troppo vento non si esce, anche se tutto è pronto. Se il meteo non lo consente, si cambiano i programmi e non si visita più quel posto che avevamo previsto. 

É un esercizio continuo di adattamento al cambiamento. Cambia la situazione, ci si deve adattare. È un po’ frustrante, perché con la preparazione si creano delle aspettative che devono essere continuamente riviste.  

Infatti da quando siamo partiti da Roma il meteo,  sicuramente più capriccioso ad ottobre, ci ha costretti a rivedere continuamente i nostri piani.

Siamo partiti il 21 settembre verso l’arcipelago della Maddalena. Le previsioni davano 30 nodi di vento nei giorni successivi, quindi ci siamo rintanati direttamente a Porto Palma, proprio davanti al Circolo Velico Caprera, e siamo rimasti lì per tre giorni, aggrappati alla nostra bella boa.

Appena il vento si è calmato, ci siamo spostati a Budelli e Santa Maria. Sono rimasta colpita nel vedere quante barche sono ancora in giro a fine settembre. Il tempo è stato clemente e quindi ci siamo anche fatti qualche timido bagno. A Santa Maria siamo andati in una caletta meravigliosa, e la mattina siamo scesi tutti e quattro a  fare ginnastica sulla spiaggia: il corso di homeschooling di Sofia e Sara infatti, prevede anche alcune sessioni di ginnastica che noi abbiamo un po’ trascurato, e quindi ne abbiamo approfittato per recuperare.  Fare jogging tutti e quattro sulla spiaggia isolata  è stato veramente bello, ed abbiamo deciso di farlo il più possibile. Ovviamente abbiamo subito disatteso il buon proposito, ed abbiamo ancora le lezioni di ginnastica dei giorni scorsi da recuperare!

Guardando le previsioni meteo ci siamo resi conto che era in arrivo un altra grande ondata di vento. Ci siamo quindi sbrigati ad andare a Stintino, in porto, dove siamo rimasti per 5 giorni con il vento che ululava. Diciamo che lí per noi è arrivato l’autunno. Il piccolo centro di Stintino era completamente disabitato, tranne che per qualche sparuto turista nordeuropeo.

Ne abbiamo approfittato per fare ed inviare al CNED le prime valutazioni dell’homeschooling (o, come dice mia mamma, il boatschooling). Sofia e Sara sono abbastanza tranquille con i test, mentre sono io a viverla come un esame vero e proprio! La difficoltà più grande sta proprio nel non correggerle quando vedo che fanno degli errori. Abbiamo già ricevuto le correzioni e tutto è andato benissimo. Abbiamo conosciuto virtualmente i professori che ci seguiranno per tutto l’anno e per ora siamo felicissimi del sistema!

Appena il vento è sceso siamo partiti per le Baleari. Ma è sceso un po’ troppo e abbiamo quindi fatto tutta la traversata (200 miglia) quasi esclusivamente a motore!

Minorca è stata una vera sorpresa: è un’isola fantastica, con alcune spiagge meravigliose ed un mare pulitissimo! Purtroppo siamo rimasti pochissimo, perché abbiamo avuto un problema al dissalatore e siamo dovuti scappare a Palma dove Giuseppe è riuscito a fissare un appuntamento con un tecnico dell’assistenza. Dopo aver cenato davanti ad una bellissima baia di Minorca (Cala Binibeca) siamo partiti verso le 22.00 ed abbiamo veleggiato tutta la notte per quasi 100 miglia, con il vento in poppa,  il fiocco tangonato e una velocità tra i 5 e i 7 nodi! Questa andatura sarà quella che utilizzeremo prevalentemente in oceano, dove sfrutteremo gli Alisei che ci spingeranno verso i Caraibi.  Le ultime 30 miglia le abbiamo fatte con una bella bolina, due mani di terzaroli alla randa, fiocco ridotto e velocità’ di punta di quasi 9 nodi e mezzo, veramente un bell’andare per Lallona!

Siamo arrivati a Palma ieri, e questa mattina siamo andati a fare una visita alla città. Devo dire che ho sempre pensato a Palma come ad una località turistica fatta di night club e discoteche, e mai avrei immaginato di trovare invece una città ricca di storia, cultura e fascino, oltre ad essere ordinata, pulita e molto civile.

Ieri siamo andati a vedere la cattedrale, la Seu, una imponente costruzione gotica con alcuni elementi opera di Anton Gaudí, come il rosone che inonda l’intera cattedrale di un caleidoscopio di colori ed il baldacchino sopra l’altare che ricorda una mascella di uno squalo!

Dovremmo partire domani (il condizionale è d’obbligo!), per andare ad Ibiza e poi ad Alicante, e poi a Malaga e poi alle Canarie, il tutto un po’ di corsa perché, e questo è sicuramente il cambiamento più grande, partiamo prima per la traversata!

Infatti eravamo in lista d’attesa per la ARC plus, che passa anche a Capo Verde, ma davanti a noi avevamo circa una decina di barche. Avevamo quindi praticamente escluso tale possibilità e ci eravamo iscritti alla ARC tradizionale, che parte il 25 novembre. Invece qualche settimana fa ci hanno fatto sapere che c’è posto per noi e quindi partiamo l’11 novembre da Las Palmas, facciamo una sosta di 3-5 giorni a Capo Verde e ripartiamo per St. Lucia dove dovremmo arrivare intorno all’8/10 dicembre. Siamo ovviamente felicissimi di questo cambio, anche se abbiamo dovuto adattare velocemente i nostri programmi alla nuova situazione.

Dato che il nostro fantastico equipaggio della ARC non era in grado di anticipare la partenza, abbiamo trovato tre nuovi membri che si uniscono alla nostra avventura e ci aiutano nel primo tratto di oceano, da Gibilterra fino alle Canarie. La data si avvicina, l’emozione aumenta. Questo primo tratto ci darà un’idea abbastanza precisa dei giorni che ci aspettano in mare.

 

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