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Arrivederci Grecia

Sono passate altre tre settimane, i giorni si susseguono sempre più veloci. Non abbiamo mai visto così tante albe e tramonti come in queste settimane in barca, e ogni volta la meraviglia è sempre la stessa: ogni tramonto sembra sempre il più bello, il più intenso. La Grecia è un paese meraviglioso, ricco di storia, di bellezze naturali e buon cibo. 

Dopo la partenza dei Borsari il Meltemi si è calmato e ci siamo spostati ad Adamas per aspettare i nostri nuovi ospiti: Sophie, la migliore amica di Sara con il fratello Emile ed i genitori. 

Prima di entrare in porto abbiamo chiamato la capitaneria per sapere se ci fosse disponibilità. Nessuno parlava inglese, ma sono riusciti a darci comunque un numero di cellulare, che peró non rispondeva. Abbiamo allora chiamato via radio, ma anche qui nessuna risposta. il VHF era rotto!

Il giorno dopo abbiamo atteso il traghetto dei nostri amici in tutta tranquillità, e con loro siamo poi andati a visitare la Plaka,  un tipico paesino delle Cicladi dalle case arroccate e dagli infissi blu.  Sulla rocca si gode di un panorama meraviglioso, con terra e mare che si susseguono. 

Il giorno seguente, dopo aver fatto cambusa, siamo tornati al “nostro scoglio”, la rada dove abbiamo passato la settimana con i Borsari. Abbiamo così fatto un veloce tour dell’isola in barca con i nostri nuovi ospiti. 

Durante la notte pero´abbiamo ballato tantissimo a causa di una fastidiosissima onda di risacca e quindi alle 2 di notte, non riuscendo a chiudere occhio, siamo partiti per il Peloponneso. 

Verso le 6 del mattino si è alzato un bel vento ed abbiamo issato le vele. Il resto del viaggio lo abbiamo fatto tutto veleggiando fino a Elafonisos. Avevamo letto di una città sommersa del 3000 AC, rimasta sotto l’acqua a causa di un terremoto, e ci siamo ormeggiati vicino ad una striscia di terra che unisce l’isola di Elafonisos alla terraferma, nel sito indicato dalle guide. Ci siamo subito buttati in acqua per partire alla scoperta di questo luogo meraviglioso, immaginandoci già reporter della BBC. In realtà non abbiamo trovato molto, se non i resti di qualche strada antica. Mentre facevamo snorkelling ci siamo anche persi Sara per qualche minuto. La baia era molto affollata di gente che con maschera e pinne cercava la famosa città sommersa. Io ero convinta che Sara stesse con Giuseppe, che nuotava davanti a me. Quando ci siamo resi conto che non era con nessuno di noi, abbiamo iniziato a cercarla ed a chiamarla a gran voce. Poi Isabel, la mamma di Sophie, l’ha ritrovata e e l’ha riportata, in lacrime: anche lei si era presa un bello spavento. 

La città sommersa è stata una vera delusione che però è durata poco perchè proprio dietro l’angolo abbiamo trovato il paradiso: Simos, una spiaggia caraibica formata da una striscia di terra bagnata dal mare su ambo i lati!

Il posto era talmente bello che il capitano ha subito dichiarato che ci sarebbe rimasto volentieri per qualche giorno! Il giorno seguente accanto a noi si è ormeggiata una barca con due ragazzi ed una bambina e Sofia e Sara, insieme ad Emile, il piccolo fratello di Sophie, sono subito partiti a fare conoscenza. MI sorprende vedere come le bimbe stiano superando la loro timidezza ed abbiano sempre piu voglia di conoscere gente. Questa nuova intraprendenza gli sarà molto utile durante il corso dell’ anno, quando andranno a caccia di bimbi in giro!! 

Dopo qualche primo saluto in acqua, che abbiamo spiato da lontano, tutti i bimbi sono saliti sull’altra barca ed hanno iniziato a giocare e fare i tuffi utilizzando la drizza come liana per tuffarsi. Poi dopo un’ oretta si sono trasferiti tutti da noi, per esplorare la nostra barca e continuare a tuffarsi da qui.  La sera i genitori dei ragazzi sono venuti a fare due chiacchiere da noi ed a scambiarci qualche consiglio sui posti da visitare. Una bellissima famiglia, che si somma alle tante belle persone che stiamo conoscendo in giro!

Il secondo giorno di Simos siamo riusciti a convincere Capitan Peppe a lasciare quella rada. Ci siamo così spostati a Skoutari, che dopo Simos non poteva che lasciarci un po’ di delusione. Per fortuna abbiamo trovato una bellissima taverna di pesce proprio sul mare ed abbiamo cenato con i piedi nella sabbia! 

il 21 agosto, dopo aver sperimentato la prima torta di compleanno fatta in barca ed aver festeggiato il compleanno di Sophie, siamo partiti per Porto Kagio, dove abbiamo fatto un bellissimo ormeggio con due cime a terra. Peppe è tornato dalla sua battuta di pesca subacquea con un piccolo pesce che ci siamo diligentemente spartiti!

Avevamo previsto di lasciare Sophie ed i genitori a Kalamata, un porto nel primo golfo del Peloponneso con buoni collegamenti per Atene, dove il nostro amico Marco avrebbe potuto raggiungerci facilmente per aiutarci con la traversata dello Ionio. Vicino Kalamata ci sono delle grotte molto famose, le Dirou Caves. Il 22 agosto quindi abbiamo veleggiato fino all’ingresso delle grotte e ci siamo ormeggiati per passare la notte. Il giorno dopo eravamo i primi visitatori! Le grotte sono effettivamente molto belle, ci sono 400 mt da fare a piedi ed un chilometro e duecento metri sopra una piccola barchetta. I bambini sono rimasti tutti entusiasti dello scenario fiabesco delle stalattiti e delle stalagmiti e dei laghi sotterranei! 

Il 23 siamo arrivati a Kalamata ed abbiamo salutato di corsa gli amici che sono scappati a prendere l’autobus per Atene.

Kalamata, conosciuta per le sue olive ed il suo olio, non ha molte attrattive e si presenta come una tranquilla e sonnecchiosa città greca, dove tutto sembra essersi fermato. A pochi chilometri da Kalamata però c’è Mystras, una importante città bizantina del XIII secolo, dove è stato incoronato l’ultimo imperatore dell’impero romano d’Oriente.

Abbiamo affittato quindi una macchina e ci siamo avventurati per le ripide e tortuose stradine di montagna del Peloponneso. Mystras è un posto meraviglioso, una città arroccata sulla montagna con strade ripide che collegano antiche basiliche e palazzi bizantini. Al nostro ritorno Marco già ci aspettava in barca!

Il 25 siamo partiti per Koroni, antica roccaforte veneziana sul primo “dito” del Peloponneso. Peppe è rimasto in barca mentre noi siamo sbarcati e ci siamo fatti un giro nella vecchia fortezza. Io ho camminato con ai piedi solo con una ciabatta perchè ci siamo dimenticati una ciabatta di Sofia in barca. Sara ha prestato la sua a Sofia ma poi non è risucita a camminare scalza, e quindi io le ho prestato la mia ed ho continuato con una sola. Tra le vecchie mura della fortezza c’era, circondato da alberi di ulivo, una piccola chiesetta con annesso cimitero. Sofia ha fatto il censimento di tutti gli ospiti del cimitero ed ha decretato che erano tutti nonni. La chiesetta si affacciava su un dirupo dal quale si vedeva la spiaggia dell’altra costa e una bella chiesetta proprio sul mare nella quale stavano celebrando un matrimonio greco. Siamo ritornati in barca dal capitano ed abbiamo cenato al tramonto.

Il giorno seguente siamo andati a Metoni, la “gemella” di Koroni, sull’altro versante della penisola, anch’essa con la sua splendida fortezza veneziana che si affaccia sul mare. Una perdita d’acqua in barca però ci ha tenuto le ore con la testa sotto il pagliolo a svuotare la sentina e fare esperimenti staccando i vari tubi dell’acqua, mentre nel frattempo Marco dormiva beatamente. Il giorno seguente siamo partiti di mattina presto alla volta di Katakolon, un porto anonimo dove attraccano circa 450 navi da crociera ogni stagione turistica, per visitare il sito archeologico di Olympia. E quello appunto era anche il motivo della nostra visita. Abbiamo attraccato in banchina, proprio davanti ad un ordinato esercito di pullman in diligente e silenziosa attesa dell’invasione dei passeggeri delle navi da crociera.

Abbiamo affittato una macchina e il giorno successivo siamo andati a visitare le rovine della città dove sono nate le olimpiadi antiche e dove ogni 4 anni viene accesa la

torcia olimpica, che viene poi trasportata dai tedofori fino alla città in cui si svolgono le Olimpiadi. Il sito purtroppo è stato brutalmente saccheggiato nel corso degli anni, soprattutto dall’imperatore romano Teodosio che, nel tentativo di eliminare ogni riferimento pagano, ha buttato giù alcuni templi e statue greche.

La sera siamo tornati in barca e con Marco abbiamo iniziato a parlare di alcune possibili criticità della ARC, la regata che faremo per attraversare l’atlantico. Marco infatti dovrebbe fare parte dell’equipaggio, insieme a Pierpaolo e Luca ed un ottavo membro che stiamo identificando.

Il 29 mattina abbiamo salutato la Grecia siamo partiti per la traversata dello Ionio. Il vento era favorevole ed abbiamo deciso quindi di non passare per Zante ma di andare diritto fino a Reggio Calabria, navigando per 285 miglia. Questa è stata la traversata più lunga che abbiamo fatto finora, siamo partiti alle 9 del mattino del 29 e siamo arrivati alle 4 del mattino del 31 agosto.  Giunti davanti le coste della Calabria abbiamo deciso di andare a Taormina invece di risalire subito verso Reggio Calabria. 

Durante la traversata abbiamo finalmente pescato una bella lampuga di circa 700 gr che ho preparato per cena, di cui vi racconterò a breve in un altro post dedicato al Capitan Peppe pescatore.

Abbiamo buttato ancora alle 4 ed alle 9.30 siamo stati svegliati da qualcuno che con un forte accento inglese chiamava “Lallona, Lallona”. Era un inglese che gestisce il campo boe di Taormina, senza conoscere una parola di italiano!  L’ inglese ci ha chiesto di allontanarci dal campo e quindi, ancora in pigiama, ci siamo spostati di qualche metro. A quel punto eravamo già tutti in piedi e quindi siamo sbarcati per visitare la bella Taormina, ancora brulicante di turisti. Dopo una visita al teatro greco e al Duomo, abbiamo fatto scorta di cannoli e carne per il barbecue.

Il 1 settembre Marco è sbarcato a Taormina per prendere un volo da Catania, mentre noi abbiamo proseguito fino allo stretto di Messina e poi fino a Stromboli, dove abbiamo passato la notte ai piedi del vulcano “iddu” prima di ripartire nuovamente verso Ventotene e subito dopo Palmarola, dove si respira ormai aria di casa.

Ieri era  il 3 settembre ed i compagni di Sofia e Sara a Berlino hanno iniziato la scuola. Fa un effetto strano pensare che invece noi siamo ancora qui e quest’anno non parteciperemo ai rituali che scandiscono l’anno scolastico. A Roma ci aspetta già tutto il materiale del CNED, ed anche le bimbe inizieranno il loro anno scolastico, ma in un modo diversi quest’anno! 

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