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Finalmente Souvlaki!

20-26 luglio 2018

Risalendo la costa della calabria ci siamo fermati a Isola Capo Rizzuto, un parco naturale che però a noi è sembrato molto sporco: tutto il mare dell’italia ci è parso finora pieno di plastica.
La notte abbiamo ballato moltissimo, quindi, visto che non riuscivamo a dormire bene e che le previsioni davano vento in diminuzione, alle 3 di notte abbiamo deciso di partire per la Grecia.

Durante la traversata abbiamo incontrato tantissimi delfini (stenelle) che ci hanno accompagnato per un tratto, giocando con la prua della barca.


Il primo gruppo ci ha tenuto compagnia per una buona mezz’ora mentre albeggiava. È stata un’esperienza magica ed emozionante.

Le 24 ore di navigazione ci hanno anche regalato un bel tonnetto, che ha abboccato alla lenza di Capitan Peppe. Dopo un momento di euforia e concitazione però abbiamo perso la nostra battaglia con il pesce, visto che non siamo riusciti a portarlo a bordo. Il pesce, dopo averci guardato negli occhi, si è slamato ed è scappato (peppe commenta: dopo una battaglia di 5 minuti durante la quale eravamo quasi riusciti a portarlo a bordo e mancavano pochi metri, anzi, centimetri). Ora abbiamo messo a punto una nuova strategia, e aspettiamo solo il prossimo pesce che abbocchi!

Alle 6 siamo arrivati nelle isole greche dello Ionio e ci siamo ormeggiati in una piccola baia ad Itaca. Qui ci ha raggiunto il nostro amico Pierpaolo, in trasferimento con Lallona 2, l’elegante sorella maggiore della nostra Lallona.
Abbiamo passato i due giorni successivi con le due sorelle in flottiglia facendo il bagno in meravigliose calette e ormeggiando a Zante nel piccolo porticciolo comunale di Agios Nicolaus. Lì abbiamo cenato in una taverna locale, gestita da Dimitri, il provvidenziale uomo tuttofare risolviproblemi. Se vuoi ormeggiare, Dimitri ti aiuta, se vuoi mangiare, Dimitri ti prepara un ottimo souvlaki, se hai dato poca catena e rischi di finire in banchina, Dimitri sollava la tua ancora con il suo supermotoscafo e la posiziona dove vuoi tu (Peppe commenta: se vuoi fare carburante Dimitri arriva con il suo camioncino cisterna e ti fa il pieno ad un prezzo superscontato!). Quando stai nella spiaggia del relitto e sei circondato da barche di turisti, spunta improvvisamente Dimitri che allontana le altre barche dalla tua e ti suggerisce la caletta perfetta dove ormeggiare per poche ore. E ancora, se la passerella della tua barca non arriva fino in banchina, Dimitri ti trova una tavola di legno per fare da prolunga.

Ecco, la passerella e la sua prolunga sono anche le protagoniste di un divertente episodio (perdonami Giovanni!). Il 23 luglio è arrivata ad Agios Nicolaus la sorella di Giuseppe, Cristina, con Giovanni ed i tre nipotini. Non hanno fatto in tempo a salire in barca che la passerella ha ceduto proprio mentre stava passando Giovanni, che è caduto in acqua tutto vestito e con i cellulari in tasca. Cristina allora si è sporta per soccorrerlo ed è caduta anche lei in acqua con lui vestita di tutto punto.
Dopo aver soccorso il povero Giovanni, abbiamo cercato di capire cosa fosse successo ed abbiamo temuto che il cavo di metallo che collega la passerella all’albero della barca avesse ceduto.
Capitan Peppe è salito allora in testa d’albero per controllare la situazione ma tutto sembrava ok. A quel punto abbiamo capito che è stata semplicemente la prolunga di Dimitri che, facendo leva sulla parte terminale della passerella, ha sollevato troppo l’altra estremità, facendola uscire dalla sua sede.

Siamo ripartiti quindi in cerca di una bella baia ed abbiamo trovato una bellissima caletta, con alcune grotte sul mare, esposta un po’ male. Abbiamo deciso di fermarci comunque per la notte e di provare il nostro barbecue (commento di Peppe: il barbecue è una bomba).
La notte ovviamente abbiamo ballato non poco e quindi siamo ripartiti il giorno successivo subito dopo colazione.
Le bimbe sono entusiaste di poter giocare con i cuginetti, la vita a bordo è diventata improvvisamente molto rumorosa. Ieri sera volevamo ormeggiarci a Fiskardo, ma, anche arrivando presto,non siamo riusciti a trovare un ormeggio. C’è infatti un po’ di vento e le barche si mettono al riparo. Siamo andati in una caletta non lontana e ci siamo ormeggiati con le cime a terra. Subito dopo ci siamo messi ad osservare l’ormeggio delle altre barche, il nostro cinema quotidiano che è reso questa volta più interessante da un vento fastidioso e da alcuni inglesi in catamarano che ripetono l’ormeggio 4 volte!

Oggi il vento sembra sceso e vorrei salire fino a Meganisi, Kastos e Kalamos per gli ultimi giorni, prima di riportare Cristina &Co. a Zante e ripartire verso Atene.

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