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Primo tutto: la prima settimana, i primi amici, le prime traversate

È passata una settimana dalla partenza e ci sembra già di aver fatto tantissime cose! 

Arrivati al golfo di Ogliastro, nel cilento, ci siamo fatti un bagno al calar del sole. Eravamo soli, il sole tramontava, l’occasione era propizia: abbiamo fatto il bagno tutti nudi!

Appena anche Sara, dopo non poche insistenze,  si é convinta,  un pedalò è venuto a farci visita, con una dolce bambina che urlava “ciao barchetta, ciao barchetta”. Il pedalò malefico si é andato ad ormeggiare a pochi metri da noi, che mesti mesti siamo rientrati in barca nascondendo le nostre nudità (La versione di Peppe: io non nascondo nulla). 

Il mattino seguente siamo partiti all’alba verso le Eolie. Non c’era un filo di vento,  quindi abbiamo fatto tutto a motore. 

La prima isola delle eolie che abbiamo visto è stata Stromboli. La visibilità non era ottima e quindi l’isola ci è apparsa poco nitida su uno sfondo bianco-azzurro: una visione. 

Ci siamo messi all’ancora a Panarea, e lì abbiamo atteso i nostri primi ospiti, Ivana e Giorgio, con Giuliano e Valerio. Sono arrivati Sabato, ed insieme abbiamo passato 3 bellissimi giorni navigando per le Eolie. 

Siamo scesi a terra a Lipari, giusto il tempo di vedere la fine della partita dei mondiali, prenderci una granita e fare un pó di cambusa. Peppe ha fatto un video di Lipari dall’alto, che metteremo il prima possibile online.

Vulcano è l’isola che mi è piaciuta di più, con i suoi versanti verdi che scendono fino al mare ed il suo aspetto più naturale. 

Ero convinta che la pesca di Giuseppe avrebbe subito una rapida evoluzione con la presenza di Giorgio, che Ivana mi aveva assicurato essere un perfetto pescatore. “L’anno scorso tornava ogni giorno dal mare con un polipo attorno al braccio” mi aveva detto.  Invece, nonostante gli sforzi, le nuove esche capellute ed il tempo trascorso con due canne a rimorchio, abbiamo pescato una busta di plastica e due pescetti mentre stavamo fermi. L’unico interessato alla nostra esca capelluta è stato un gabbiano, che, dopo averla osservata attentamente per cinque minuti buoni, si è accorto della beffa e ci ha omaggiato di un suo presente (La versione di Peppe: c’é andato in puzza ed ha mollato una cagata).

Lunedì con nostro grande rammarico abbiamo lasciato i nostri amici a Messina, dopo una bella veleggiata con trenta nodi di vento fino allo stretto.  Scilla e Cariddi ci hanno accolto a braccia aperte, come un porto sicuro dopo il mare agitato di poco prima.

Ora siamo risalendo la costa della Calabria, in attesa del momento migliore per fare il passaggio in Grecia. Ogni giorno diciamo “ok domani è il giorno buono” e poi rimandiamo. Ma domani è veramente il giorno buono, anche perché dobbiamo stare a Zante il 23 per imbarcare la sorella di Peppe e famiglia ed il tempo stringe.

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