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Goodbye Berlin

Si dice che a Berlino piangi quando arrivi e piangi quando parti. Per me non è che un arrivederci, che rende la partenza più dolce e mi permette di apprezzare le piccole cose, che fanno di questa città un posto speciale. 

Prima di trasferirci, 6 anni fa, passai qui qualche giorno per lavoro, in visita alla ITB, la fiera del turismo. Sapevo che mi sarei trasferita di lì a poco e quindi il mio sguardo fu particolarmente attento. Tornai a Bruxelles spaventata, perchè avevo visto una città grigia, squallida, fredda e ostile. E Berlino è anche questo. Ma non solo.

Tutti hanno forse un amico che inizialmente suscita solo antipatie, per poi conquistare poco a poco, diventando prezioso e amabile. E, dopo averlo conosciuto, i suoi lati ruvidi ed ostili diventano parte del bellissimo quadro e mai vorreste che fosse diverso.

Il grigiore di Berlino, gli inverni rigidi, l’apparente ostilità dei suoi abitanti e lo squallore di alcune zone sono parte della Berlino che d’estate regala giornate lunghissime, passeggiate in bicicletta, semplicità, autenticità e rispetto delle persone. 

Un picnic al Tiergarten, un bagno a Krumme Lanke, i funghi nel posto segreto svelatoci da amici, una biciclettata lungo il canale, il mercato di Winterfeldplatz del sabato, il silenzio della città ricoperta di neve, le bambine che vanno a scuola da sole, la città sempre diversa con il mutare delle stagioni.

Nei miei sei anni qui sono molto cambiata. Ed ho incontrato delle bellissime persone, amicizie importanti che rimarranno con me a lungo.  Tschüss Berlin,  non vedo l’ora di ritrovarti.

 

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