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Chi ben comincia….

Dopo tante attese e lungaggini burocratiche, finalmente è arrivato il momento di provare Lallona per la prima volta. Lunedì abbiamo il privilegio di passare qualche ora con il velista Matteo Miceli che ci fornisce alcuni consigli su come aumentare la sicurezza a bordo di Lallona. Matteo è un velista esperto, con al suo attivo due record di traversata atlantica in barca a vela e un giro del mondo in solitario. Una persona che il mare lo conosce bene, lo ama e lo rispetta. Il suo consiglio per noi è stato: navigate, navigate, navigate!

E noi siamo pronti ad iniziare, ma ci siamo resi conto pero’ che mancano ancora alcune “cosette”. Di gran corsa, Miceli Vela  riesce a sistemare l’indispensabile e a preparare la barca per mercoledì mattina (grazie mille Pier e Marco!). Dunque, dopo varie spiegazioni che ci  portano via tutta la mattinata, finalmente riusciamo a partire! Siamo indecisi tra Ponza e Giannutri, ma alla fine optiamo per Giannutri perché il vento dovrebbe essere più favorevole. Dovrebbe, appunto.

Non facciamo in tempo ad uscire dall’ormeggio che subito un gommone ci avverte che non possiamo uscire dal porto perché c´è un sub che sta controllando le trappe (le cime che servono ad ormeggiare le barche in porto) e che quindi dobbiamo pazientare.

Dato che si è avvicinata l’ora del pranzo, decido di tirare fuori le mozzarelle ed i pomodori. In quattro e quattr’otto ci mettiamo a tavola. Appena iniziamo a mangiare, si avvicina il solito gommone:  “ragazzi, potete partire ora”. Giuseppe risponde “Sí, finiamo di mangiare e partiamo, grazie”. “No, dovete partire ora, perché riprendiamo tra 10 minuti!” sentenzia l’uomo sul gommone. E allora di corsa via le mozzarelle, pomodori e birretta, si parte!

Finalmente usciamo dal Porto di Roma e ci dirigiamo a Porto Romano (a Fiumara, sulla foce del fiume Tevere) a fare carburante. Come, appena usciti da un porto già ne cerchiamo un altro? Eh sì,  perché ci hanno consigliato di non usare il distributore del porto di Roma per vari motivi.

Arrivati davanti al distributore di Porto Romano,  non troviamo nessuno. Alla radio mi dicono che infatti sono chiusi per pranzo e riaprono alle 14.00. Poco male, ci ormeggiamo accanto al distributore, ritiro fuori le mozzarelle ed i pomodori e riprendiamo il nostro pranzo!

Finalmente alle 13.59 arriva un omino, mettiamo carburante e ripartiamo. Non prima di aver rianimato il capitano, che non si aspettava di certo un serbatoio carburante così capiente!!

Il vento viene da Nord-Est, proprio nella direzione in cui dobbiamo andare noi.  Visto che siamo partiti tardissimo, decidiamo di fermarci a Santa Marinella per la notte, per evitare di arrivare a notte fonda. C’é anche un po’ di mare. Peppe decide di recuperare una mano di terzaroli a causa del vento forte. Dopo quest’operazione inizia a sentirsi male e mi chiede di sostituirlo al timone (ho documentato tutto, ma vi risparmio le foto!) Nel frattempo Sara inizia a svomitazzare in giro per la barca. Sofia è l’unica che resiste insieme a me.  Dopo moltissimi bordi ed un equipaggio ormai stremato, arriviamo a Santa Marinella ed ormeggiamo. Poi cena veloce e tutti a letto.

Il giorno dopo decidiamo di abbandonare l’idea di Giannutri. Il vento viene ancora da nord est e dovremmo ripetere altre 6-8 ore di navigazione con il vento da prua. Passiamo la giornata in relax e proviamo il nuovo Kayak, che è una bomba!

Venerdì ritorniamo con calma a Porto Romano, e approfittiamo del bel tempo e del mare calmo per fare una sosta per un pranzo alla Lampara, un ristorante sul mare a Passo scuro.

Va bene, lo ammetto: non è un granché come inizio, ma il nostro obiettivo principale era fare amicizia con Lallona e controllare come si comporta in navigazione. Siamo tornati con una lista infinita di migliorie da fare, che terranno occupato Giuseppe per qualche settimana!

 

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